L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III (Estratto XVIII)
L'opera di Dio, l'indole di Dio e Dio Stesso III (Estratto XVIII)
Si può affermare che le cose fatte e dette dal Signore Gesù dopo la resurrezione furono premurose e dettate da intenzioni gentili. Erano piene della gentilezza e dell'affetto che Dio prova per l'umanità, e della riconoscenza e della sollecitudine meticolosa che nutriva per la relazione intima che aveva instaurato con gli uomini durante il Suo tempo nella carne. Ancora di più, erano piene della nostalgia e della speranza che Egli aveva per la vita passata a mangiare e a vivere con i Suoi seguaci durante il Suo tempo nella carne. Perciò Dio non voleva che le persone percepissero una distanza tra Lui e loro, né che si allontanassero da Lui. Non voleva pensassero che, dopo la resurrezione, il Signore Gesù non fosse più Colui che era stato così intimo con gli uomini, che non stesse più con loro perché era tornato nel mondo spirituale, dal Padre che esse non avrebbero mai potuto vedere né raggiungere. Non voleva percepissero alcuna differenza di posizione tra Lui e l'umanità. Quando Dio vede degli individui che vogliono seguirLo ma Lo tengono a rispettosa distanza, il Suo cuore soffre perché ciò significa che i loro cuori sono molto lontani da Lui e che per Lui sarà molto difficile guadagnarli. Dunque, se Si fosse manifestato agli uomini in un corpo spirituale che essi non avrebbero potuto vedere né toccare, ciò li avrebbe allontanati ancora una volta da Dio e condotti a pensare erroneamente che, dopo la resurrezione, Cristo fosse diventato altezzoso, diverso dagli esseri umani e impossibilitato a sedersi ancora a tavola e a mangiare con loro, perché essi sono peccaminosi, sudici e incapaci di avvicinarsi a Dio. Per cancellare questi malintesi dell'umanità, il Signore Gesù fece alcune cose che aveva fatto spesso durante il Suo tempo nella carne e che sono riferite dalla Bibbia: "Prese il pane, lo benedisse, e spezzatolo lo dette loro". Inoltre spiegò loro le Scritture, come era stata Sua abitudine. Tutte queste azioni compiute dal Signore Gesù fecero sì che chiunque Lo vedesse capisse che non era cambiato, che era ancora lo stesso. Anche se era stato crocifisso e aveva sperimentato la morte, era risorto e non aveva abbandonato l'umanità. Era tornato tra gli uomini e il Suo tutto non era cambiato. Il Figlio dell'uomo che Si trovava davanti alle persone era ancora lo stesso Signore Gesù. Il Suo comportamento e il Suo modo di conversare con gli uomini sembravano davvero familiari. Era ancora veramente pieno di benevolenza, di grazia e di tolleranza; era ancora il Signore Gesù che amava gli altri come Sé Stesso, che era in grado di perdonare l'umanità fino a settanta volte sette. Come sempre, mangiava con gli uomini, discuteva delle Scritture con loro e, cosa ancora più importante, era fatto di carne e ossa come prima e poteva essere toccato e visto. In questo modo, il Figlio dell'uomo permise alle persone di percepire quell'intimità, di sentirsi a loro agio e di provare la gioia di ritrovare qualcosa che era andato perduto, ed esse si sentirono anche abbastanza a loro agio per iniziare, con coraggio e fiducia, ad ammirare questo Figlio dell'uomo e a contare su di Lui, che era in grado di perdonare i peccati dell'umanità. Cominciarono anche a pregarLo senza esitazioni, a pregare per ottenere la Sua grazia, la Sua benedizione, la Sua pace e gioia, la Sua sollecitudine e protezione, e iniziarono a operare guarigioni e a scacciare i demoni nel nome del Signore Gesù.
Nel periodo in cui Egli operò nella carne, la maggior parte dei Suoi seguaci non poté verificare completamente la Sua identità e le cose che disse. Quando salì sulla croce, essi nutrivano delle aspettative; quando fu crocifisso e portato nel sepolcro, rimasero delusi. In quel periodo, in cuor loro gli uomini avevano già cominciato a passare dallo scetticismo alla negazione delle cose che il Signore Gesù aveva detto durante il Suo tempo nella carne. Quando Egli uscì dal sepolcro e Si manifestò alle persone a una a una, la maggior parte di coloro che Lo avevano visto con i loro occhi o che avevano appreso la notizia della Sua resurrezione passò gradualmente dalla negazione allo scetticismo. Soltanto dopo che il Signore Gesù ebbe consentito a Tommaso di toccarGli il costato, dopo che - una volta risorto - ebbe spezzato il pane e l'ebbe mangiato davanti alla folla, e dopo che ebbe consumato pesce arrostito dinanzi alle persone, costoro accettarono davvero il fatto che fosse Cristo incarnato. Fu - potreste dire - come se questo corpo spirituale fatto di carne e di sangue stesse destando ciascuno di quegli individui da un sogno: il Figlio dell'uomo che Si trovava dinanzi a loro era Colui che esisteva da tempo immemorabile. Aveva una forma, una carne e delle ossa, e aveva già vissuto e mangiato con l'umanità per molto tempo... In quel momento, le persone sentirono che la Sua esistenza era davvero reale e meravigliosa; erano anche gioiose, felici e, allo stesso tempo, piene di emozione. La Sua riapparizione consentì agli uomini di vedere davvero la Sua umiltà e di percepire la Sua vicinanza, il Suo desiderio e il Suo attaccamento verso l'umanità. Questo breve ricongiungimento diede alle persone che videro il Signore Gesù la sensazione che fosse passata una vita intera. I loro cuori disorientati, confusi, spaventati, ansiosi, anelanti e intorpiditi trovarono conforto. Quegli individui non erano più scettici o delusi, perché sentivano che ora c'erano una speranza e qualcosa su cui fare affidamento. Il Figlio dell'uomo che Si trovava davanti a loro li avrebbe appoggiati per l'eternità, sarebbe stato la loro torre salda, il loro rifugio per sempre.
Anche se il Signore Gesù era resuscitato, il Suo cuore e la Sua opera non avevano abbandonato l'umanità. Con la Sua manifestazione disse alle persone che, a prescindere dalla forma in cui esisteva, le avrebbe accompagnate, avrebbe camminato con loro e sarebbe stato al loro fianco in ogni momento e in ogni luogo. In ogni momento e in ogni luogo avrebbe provveduto alle necessità degli uomini e li avrebbe pasciuti, consentendo loro di vederLo e di toccarLo, e Si sarebbe assicurato che non si sentissero mai più impotenti. Il Signore Gesù voleva anche che le persone sapessero una cosa: non sono sole in questo mondo. Godono della sollecitudine di Dio ed Egli è con loro; esse possono sempre appoggiarsi a Lui, che è la famiglia di ciascuno dei Suoi seguaci. Così gli uomini non saranno più soli né indifesi, e coloro che accettano Dio come sacrificio per il peccato non saranno più schiavi del peccato. Agli occhi degli uomini, le parti dell'opera che il Signore Gesù svolse dopo la resurrezione erano cose molto piccole ma, per come la vedo Io, ogni singola azione fu davvero significativa e preziosa, ed ebbe la sua importanza e il suo peso.
Tratto da "La Parola appare nella carne"
Fonte: La Chiesa di Dio Onnipotente